Tags: , , , , | Scritto da Alessandro Nasini il 7/30/2012 12:24 PM | Comments (0)

Qualche giorno fa li avevo fatti con le ciriole, questa volta ho provato con del pane casereccio, del Lariano scuro ed ho variato al ricetta aggiungendo delle melanzane.

Non le ho trovate nere (che preferisco) e quindi ho usato delle melanzane tonde bianche. Le ho tagliate a dadini di un centimetro e le ho fritte in olio d'oliva ed aglio, scolate e asciugate e poi salate. A parte ho preparato il solito sugo di pomodoro con aglio e basilico. Una fetta di pane, due cucchiaiate di sugo, due cucchiai di melanzane fritte, qualche pezzetto di fiordilatte, un cucchiaino di parmigiano grattugiato ed un filo d'olio.

In forno vanno solo dieci minuti, a 180 gradi, giusto il tempo di far fondere fiordilatte e parmigiano. A me a dire il vero i crostoni si sono tostati appena un attimo di troppo (lo vedete dalla foto) ma erano ottimi lo stesso.

Tags: , | Scritto da alessandro nasini il 7/27/2012 12:51 PM | Comments (0)

Dopo qualche giorno all'estero, fatti di sapori nordici molto diversi dai nostri, ci volevano proprio. A casa li chiamiamo "Spaghetti Welcome Home" dopo un viaggio a Londra di qualche anno fa con i bimbi ancora piccoli ed è lo spaghetto (quasi) più veloce da preparare.

Mentre l'acqua per gli spaghetti arriva al bollore, si scalda uno spicchio d'aglio schiacciato ed un peperoncino fresco (senza semi) in olio d'oliva abbondante. Quando l'aglio comincia appena ad imbiondire si toglie, si mettono nell'olio dei filetti freschi di pomodoro sanmarzano, delle foglie di basilico e si spenge sotto la padella, che si riaccende solo un attimo prima di scolare gli spaghetti ben al dente per farli mantecare giusto un minuto girandoli spesso.

Tags: , , | Scritto da alessandro nasini il 7/11/2012 12:23 PM | Comments (0)

Avevo voglia da qualche giorno di un piatto di mare, dopo un deludentissimo spaghetto allo scoglio mangiato in un ristorante promettente nel look ma con uno chef (parolone..) decisamente incapace. Mi sono aggirato per un po' al supermercato e stavo quasi per prendere cozze e vongole, tanto per andare sul sicuro, quando ho visto dei filetti di gallinella (quel pesce che tanto buono quanto con la faccia da scemo) già pronti per la padella.

Il prezzo era buono, sui 12 euro al kilo, ma la fregatura l'ho capita a casa: i filetti erano puliti e senza pelle, ma le lische (che nella gallinella abbondano e sono pure pericolose) erano tutte al loro posto. Anzi, a dirla tutta, nello sfilettare i pesci avevano reso la spinatura ancora più difficile. Mi sono armato di pazienza e di un paio di pinzette e mi sono messo al lavoro. Per pulire un kilo e 200 grammi di filetti ho impegato quasi un'ora, alla fine non me potevo più.

In una padella grande ho messo olio d'oliva, due spicchi d'aglio e 8 pomodori sanmarzano tagliati a filetti per lungo e privati della parte centrale, quella più bianca e legnosa.

I filetti li ho tagliati in tre pezzi, ricavandone dei quadrotti da circa 4 centimetri, e li ho messi in padella solo quando il pomodoro era cotto per metà. La carne della gallinella è abbastanza compatta ma fate attenzione a non muoverla troppo in cottura o si sfalderà.

Ho lessato al dente delle linguine e fatte poi andare nella padella a insaporire per un minuto, girando il tutto delicatamente. Solo all'ultimo ho aggiunto un pochino di prezzemolo ed una grattata di pepe bianco. Una cosa so per certo, prima di riprendere la gallinella devo comprare delle pinzette da pesce che funzionino meglio di quelle che avevo.

Tags: , , , | Scritto da alessandro nasini il 7/10/2012 12:54 PM | Comments (0)

Prendete delle ciriole o delle ciabatte (o delle baguette, o il pane che preferite, l'importante è che abbia mollica abbondante e morbida), taliatele a metà per lungo e disponetele sulla placca del forno o in una teglia. Coprite con un filo d'olio d'oliva e poi con due o tre cucchiai di sugo di pomodoro fatto con aglio e basilico. Il peperoncino non è obbligatorio ma ci sta bene.

Aggiungete della mozzarella (non è obbligatorio sia di bufala, io ho usato del fiordilatte) tritato come per la pizza, un cucchiaino di parmigiano o grana, un altro cucchiaio di sugo ed una altro filo d'olio. Infornate a 180° fino a che non vedete la mozzarella filare per bene. Una volta "cotto", aggiungete una fogliolina o due di basilico fresco e mangiatele finché sono ben calde.

Il sapore è quello della pizza, l'esterno del pane diventerà appena croccante (come nel cornicione di una buona pizza napoletana) e la mollica rimarrà morbida. Vi dico solo che i miei figli hanno voluto le rifacessi già il giorno dopo, tanto gli sono piaciute.

Tags: , , , | Scritto da alessandro nasini il 7/9/2012 7:30 AM | Comments (0)

Quando qualche mese or sono ho visto che lo spazio a Via del Corso a Roma, già sede storica di Ricordi e poi Feltrinelli era chiuso sbarrato mi è preso un colpo. Un'altro pezzo di Roma che se ne andava, un'altro negozio di mutande, calze o magliettuncole in arrivo. Uno sconforto.

E invece, dopo alcuni mesi, ecco la sorpresa: nello spazio ha aperto RED, acronimo di Read, Eat, Dream, un nuovo concept delle Librerie Feltrinelli ispirato al modello Eataly/Librerie Coop che già ha avuto un buon successo in altre città, Bologna in testa con la Libreria Ambasciatori e che conosco bene. A me il format piace: cibo e libri sono una accoppiata di grande effetto e se riescono a rispettarsi reciprocamente (il che tecnicamente per me vuol dire niente puzza di cucinato in libreria, come ho sperimentato in altri tentativi romani meno fortunati) il guadagno è reciproco.

Da RED a Via del Corso ero passato sabato, ma troppo di corsa per fermarmi, come ho fatto oggi dopo una mattinata ad un convegno in centro. Fuori 38 gradi all'ombra, dentro quasi troppo freddo (almeno entrando) ma ormai avevo deciso di provarlo. In menu del ristorante non è molto assortito ma ci sono un bel numero di piatti piuttosto originali. Siccome ne avevo già letto ho voluto provare il loro "Riso acquarello pensando alla carbonara”.

Beh il piatto è interessante e cerco di raccontarvelo per come l'ho capito. Si tratta di un risotto in bianco, mantecato con pecorino romano e servito con sopra della pancetta croccante ed un uovo al tegamino. La citazione della carbonara è ben marcata ed il piatto è gradevole, anche se forse non leggerissimo per un pranzo veloce di mezzogiorno in una giornata lavorativa. Il cameriere mi ha chiesto molto gentilmente cosa ne pensavo e come ho risposto a lui (sembrava davvero interessato alla risposta...) lo racconto a voi.

L'idea è divertente ma il pecorino (piuttosto abbondante) rende il piatto molto sapido, sensazione aumentata dalla pancetta croccante (direi che è pancetta e non guanciale, ma potrei anche sbagliarmi) e solo leggermente attenuato dal sapore dell'uovo che è cotto al limite del crudo, con il tuorlo praticamente liquido. Come ho detto al cameriere, dovrebbero avvertire il cliente che l'uovo è così poco cotto, soprattutto l'albume. A me l'effetto non è dispiaciuto, ma conosco molti che di fronte ad un bianco così "appena cotto" e quindi quasi liquido storcerebbero parecchio il naso.

Insomma, l'ho trovato buono ma forse andrebbe "addolcito un pochino" (meno percorino? un pecorino più dolce? una nota dolce di qualcos'altro?) per renderlo ancora più gradevole. Per il risotto, una bottiglietta d'acqua ed un caffè ho speso 14,20 Euro, che non è pochissimo considerando il tipo di ambiente da "caffetteria", il tovagliolo di carta (rosso Feltrinelli, ma di qualità un po' povera) e la tovaglietta di carta anch'essa. Molto gentile il personale, che ha gestito con una certa bravura e simpatia la situazione di tilt di POS e cassa al momento di pagare il conto. A volerla dire tutta, considerando che ho dovuto aspettare quasi venti minuti (insieme ad altri tre o quattro clienti) che POS e cassa venissero rianimati, avrebbro potuto offrirci nell'attesa un altro caffè. Ma qui entriamo in un altro discorso... che magari facciamo un'altra volta.