Tags: , , | Scritto da alessandro nasini il 3/3/2012 5:17 PM | Comments (0)

Se non era per Alessandra e Gianandrea che hanno pubblicato la foto della loro merenda su Facebook non mi sarei mai ricordato di questa bontà, che non assaggiavo da almeno vent'anni. Erano giusto le 11 di mattina di un sabato di giardinaggio pesante (dopo la neve, tra potature e rinvasi...) e non ho potuto resistere.

Ho cercato delle ricette su Google e ne ho trovate varie, con piccole differenze e tutte in dosi da reggimento. Avevo tutti gli ingredienti base: uova, latte, farina, burro, zucchero, uvetta, rhum e zucchero vanigliato, ma niente marmellata di mirtilli o composta di mele. E nemmeno mele per fare la composta. Vabbé, mi son detto, qualcosa mi invento strada facendo.

Ho comincaito con mettere a bagno nel rum 100 grammi d'uvetta. Per la pastella ho montato con lo sbattitore il rosso di sei uova grandi con 50grammi di zucchero di canna bianco (ho praticamente smesso di usare quello di barbabietola) incorporando poi 150 grammi di farina 00 e 200 grammi di latte appena tiepido (30" nel microonde) fino ad ottenere una pastella molto liscia. A parte ho montato a neve ferma le 6 chiare (con un pizzico di sale) incorporando poi alla fine altri 50 grammi di zucchero con la frusta a mano, per non far smontare il composto.

Ho strizzato bene l'uvetta e l'ho aggiunta alla pastella e poi, sempre piano piano con la frusta a mano, ho unito le chiare montate a neve. Ci vuole un po' perché bisogna mescolare piano, ma alla fine il composto viene molto schiumoso e omogeneo.

In una padella antiaderente bassa e larga ho messo 30 grammi di burro a friggere e poi ho colato tre mestoli da brodo del composto, distribuendo meglio l'uvetta con una forchetta (l'uvetta tende ad ammassarsi troppo). Ho fatto cuocere e dorare bene un lato, poi ho tagliato in quattro questa sorta di frittatona e girato dopo tre minuti ogni spicchio per far dorare bene l'altro lato.

Da ogni spicchio ho ricavato quattro pezzi irregolari, li ho disposti in un piatto da portata e cosparso di zucchero a velo vanigliato. Non avendo, come ho detto, marmellata o composta come da ricetta originale, ho accompagnato con della marmellata di prugnoli (le susine selvatiche rosse o gialle) che facciamo in casa con gli alberi del giardino.



Voto? Mi do (e do al piatto) un 9+. Però ora ho voglia di tornare in Alto Adige a mangiare la versione originale, magari dopo una bella mattina di sci o di winter nordic walking e - ovviamente - in compagnia.

Tags: , , , | Scritto da alessandro nasini il 11/1/2010 12:22 PM | Comments (0)

Il tempo fa schifo, piove che sembra non debba più smettere, una vera giornata d'autunno di quelle che odio. Mi aggiro ancora in vestaglia per casa, incerto se vestirmi e uscire comunque o rimandare ancora un po'.

Improvvisamente mi ricordo della farina di castagne comprata due settimane fa.

Una terrina, latte tiepido quanto basta per ricavare una pastella molto lenta (tipo crepes) e null'altro, niente uova. Ricavo una dopo l'altra le frittatine con il padellino da 12, le spalmo con la fantastica gelatina di prugnoli (quelle susine rosse o gialle semi-selvatiche di cui ho quattro alberi in giardino) e le piego in due. Una spolverata di zucchero a velo (che io non amo ma che ai bimbi piace un sacco) e sono pronte.

Belle calde, dolci e profumate in attesa che spiova. Prima o poi.

Tags: , , , , , | Scritto da alessandro nasini il 6/6/2010 10:50 AM | Comments (1)

Ieri sono a stato a Napoli per il VesuvioCamp: meno di sei ore in tutto, sei caffè bevuti (forse sette). A Roma ho quasi smesso di bere caffè al bar, mediamente cattivo, spessissimo troppo amaro (dei trucchi per fare un espresso con meno della quantità di caffè "regolamentare" magari scriverò un'altra volta), troppo corto. E poi quando chiedi un bicchier d'acqua ti guardano quasi storto, a Napoli non devi chiedere, fa parte del rito, e mi sono proprio sfiziato.

Stamani però a colazione mi sono dedicato alla preparazione di un buon caffè americano. Già perché a me il caffè piace proprio tutto, purché preparato bene. Americano, francese, svedese, turco, arabo. L'unico che non sopporto è quelllo con il cardamomo. Ricordo una volta a Milano un caffè al cardamomo preparato amorevolmente da amici dopo una tirata in macchina da Roma. Dall'idea del piacere al disgusto passò mezzo sorso. Mai più.

Stamani quello americano è venuto molto bene, acqua ben calda, caffè Hag (si, potete inorridire ma a me paice), giusto tempo di riposo. L'ho accompagnato con una fettina di pane fatto in casa ieri da Marina, burro e marmellata di prugnoli (anche quella fatta in casa, con i prugnoli del giardino).

La fetta di pane e marmellata, mi spiace, l'ho divorata prima di poterla fotografare.