Tags: , , , | Scritto da alessandro nasini il 7/25/2010 5:43 PM | Comments (0)

Dopo settimane di caldo asfissiante ad ogni ora del giorno e della notte, ieri sera a Roma si respirava con una bella arietta fresca. Il risveglio stamani è stato ancora più gradevole, in casa faceva quasi freschino, e la cosa mi ha mosso una gran voglia di fare i pancakes con lo sciroppo d'acero.

Che io ne sia goloso è cosa nota a chi mi conosce e prepararli per Marina e i bimbi è sempre una festa. Stamani però la festa stava per finire male perchè dopo aver preparato l'impasto con tutti i crismi ho scoperto che la padellina spessa e piatta che uso normalmente era stata pensionata per raggiunti limiti di età. Bel guaio, ho dovuto ripiegare su un'altra antiaderente d'emergenza che aveva il fondo tutt'altro che piatto.

Il risultato? I pancakes sono venuti alti ai bordi e bassi al centro, un po' strani a vedersi ma comunque buoni. Anzi, a dirla tutta, per via della forma, strato dopo strato lo sciroppo si è concentrato nella "depressione" centrale e l'effetto è stato niente male.

Domani comunque ricompro una padellina adatta per la prossima volta.

 

Tags: , , , | Scritto da alessandro nasini il 7/19/2010 6:21 PM | Comments (0)



Ieri sera il frigo non offriva grandi cose ed il pane - per una volta che lo avevamo comprato al supermercato anzichè farlo a casa - era duro come un pezzo di marmo: immangiabile.

L'impasto l'ha fatto Marina con 400 grammi di farina bianca, 50 grammi di farina integrale, acqua, sale, un cucchiaino di zucchero e mezza bustina di lievito. L'ha lavorato come si fa per il pane arabo, cuocendolo poi "a secco" su una padella come fosse una piadina, in mancanza dell'apposita pentola rovescia.

Abbiamo riempito la pita ancora tiepida con pomodori, lattuga (appena colta sul tetto) e tonno sott'olio. Più semplice di così è difficile immaginare un piatto estivo, ma vi assicuro che era buonissimo, specialmente il mio al quale avevo aggiunto appena un po' di aceto balsamico. Il mangiarlo seduti a tavola ma con le mani ha completato la bontà.

 

 

Tags: , , | Scritto da alessandro nasini il 6/29/2010 6:09 PM | Comments (0)

Si, è proprio lei, la stessa ricotta che abbiamo mangiato a cena domenica come avvio del barbecue e ieri come dolce. Ho avuto più occhi che pancia e ne avevo comprata troppa, preso dalla bellezza della forma intera (che però son 2 kili abbondanti).

Non avevo voglia di usare quella avanzata per una torta rustica che mi avrebbe costretto ad accendere il forno. E allora ho optato per la preparazione di un piatto che è in realtà, da tradizione di casa mia, andrebbe fatto con gli spinaci. Nel congelatore però avevo un avanzo di bietole a cubetti, e quello ho usato.

Per la preparazione dell'impasto si procede come per le polpette: in una terrina si mette la ricotta di pecora, le bietole (o gli spinaci) lessati, ben strizzati e tritati, un uovo intero ogni 300 grammi di ricotta, parmigiano grattato, sale quanto basta e se piace un po' di pepe o noce moscata. Io non amo la noce moscata ed avevo finito il pepe.

Si mescola bene e se necessario si aggiusta da consistenza con appena un filo di farina (ma solo se l'ìimpasto risulta troppo bagnato). A qusto punto ci si arma di pazienza e si ricavano delle polpettine da circa una cucchiaiata di impasto ciascuna. Le prime vi verranno orribili perchè l'impasto sia appiccica alle mani, poi andrà meglio perchè il grasso della ricottta farà da antiaderente. Mano a mano che fate le polpettine adagiatele in un vassoio coperto di farina facendole rotolare leggermente in modo che la polpettina si infarini leggermente.

Se fosse inverno sarebbero ottime con burro fuso e parmigiano, io invece (intanto che bolliva l'acqua salata) ho fatto un sugo rapido con della passata di pomodoro, aglio e maggiorana. Quando l'acqua salata raggiunge il bollore, abbassatelo un po' e calate le polpettine una alla volta rapidamente. Saranno cotte quando affioreranno. Scolatele, mettetele in un piatto grande con un po' di sugo di pomodoro sotto ed altro sopra e portate in tavola con parmigiano grattato o ricotta salata, se vi va un gusto più deciso.

Nella foto che segue, il mio secondo piatto: il primo ho deciso di non fotografarlo per pudore (e perchè non volevo si freddasse). Anche i bimbi han gradito molto, cosa che non sarebbe successa se avessi portato in tavola le bietole in altro modo.

Tags: , , , , , | Scritto da alessandro nasini il 6/28/2010 1:45 PM | Comments (0)

Ieri sera ho avuto un po' di amici a cena in giardino. Abbiamo aperto con una ricottona di pecora che abbiamo mangiato con pane e miele (di castagno e toscano).

Oggi a pranzo ho tentato il blitz con i mie due bimbi: tentare di evitare il gelato a fine pasto, ne mangiano un po' troppi. Beh, mi sono presentato con una fetta di ricotta con il miele di castagno ed hanno gradito molto, anche più di quanto mi aspettassi.

Siccome di ricotta ne ho ancora, stasera gli ho promesso di ricavarne una crema fredda cui aggiungere della granella di cioccolato di modica (ne ho ancotra un pezzettino). Vi saprò dire se verrà gradita.

 

Tags: , , , , | Scritto da alessandro nasini il 6/26/2010 7:50 PM | Comments (0)

 

E' il 26 di giugno, piove come fosse novembre, avevo voglia di "mare" ma uscire a cena fuori con la pioggia non mi andava per nulla.

E allora? Beh, allora "spaghetto con qualcosa di mare" me lo son fatto a casa. Sono uscito a prendere le alici fresche al banco del pesce al supermercato. Ero certo di trovarle, come di regola alle sette di sera le alici si trovano pulite e spinate pronte per finire in padella dopo un rapido risciacquuo.

Io le ho fatte così: olio abbondante in una padella grande, due spicchi d'aglio interi ed un paio di minuti a fuoco basso così, per dare profumo. Poi ho spento il fuoco ed ho adagiato con affetto le alici in bell'ordine nella padella: uno strato unico. Mentre gli spaghetti finivano di cuocere al dente, ho acceso a fiamma viva la padella delle alici: occhio a non muoverle o girale, si romperebbero e invece devono rimane quanto più possibile intere. Bastano pochi minuti, come le alici cambiano colore da rosa/marrone a rosapallido/bianco spengete la fiamma, finiranno di cuocersi al calore della padella.

In un padellino a parte avevo fatto saltare in poco olio e qualche goccia d'aceto della mollica di pane fresco (frantumatela a mano, come se sgranaste del cous-cous) aggiustando di sale e peperoncino in polvere.

Quando lo spaghetto era cotto, l'ho fatto andare una ventina di secondi in padella con le alici, rimestando con delicatezza.

Abbiamo onorato il piatto con una bottiglia di Pecorino di Italo Pietrantonj gelata.